ANTIBES, 5 febbraio 2010

5 febbraio 2010

Piove. Come previsto.

Io mi attardo un po' in hotel, ma prima o poi dovrò uscire.
Dalla finestra si vede quella pioggerellina fine che mi ricorda il nord Europa, quando non puoi dire che diluvia ma, dopo cinque minuti che sei fuori, si sono bagnate anche le tue ossa.
Gli occhi bruciano per il poco dormito. Bisogna studiare la carta ormai e uscire.

12.45

Creperia. Pranzo con una crepes e del sidro, sperando di asciugarmi un po'.
La prima tappa di oggi è stata il Port Vauban, con il Fort Carrè a dominarlo dalla collina.

Peccato che piove, perchè pare che Antibes sia piena di giardini interessanti; chiaramente con questo tempo non mi azzardo nemmeno a pensarci e lascio stare.
Anche l'idea di iniziare con il porto non è forse delle migliori.

Il vento tira forte tra le barche ormeggiate, alcune più grandi delle altre ma nessuna vecchiotta od in cattivo stato; nessuna barca da lupo di mare.
Il porto appare quasi disabitato ma poi, piano piano, appaiono le prime persone, mozzi intenti a lavare i pontili delle barche più lussuose, ed infine, all'estremità nord, il porto brulica di gente intenta a riparare barche e battelli.
E' sicuramente un cantiere navale ed io ci arrivo perchè, attratta dalla passeggiata a bordo mare, mi avventuro a fare il giro della penisola del forte.

Il mare è davvero azzurro, anche oggi che te lo aspetteresti grigio.

Sul lato nord tira un vento infame; sono obbligata a chiudere il mio ombrello se lo voglio salvare per il resto della giornata. Mi bagno.

All'ingresso del percorso che conduce al forte mi rendo conto che le scarpe non tengono così bene l'acqua ed i miei piedi sono fradici.
Non appare nessuno e io non sono tranquillissima a girare tra alberi, mare e cespugli tutta sola.
Arrivata al forte scopro che con questo tempo non fanno visite guidate: dovevo immaginarlo forse, sono bagnata come un pulcino. Peccato, la visita sarebbe stata di mezz'ora e costava solo tre euro.
Non mi resta che tornare indietro, ricosteggiare l'intero porto ed entrare nella città vecchia, dove trovo una carinissima creperia e mi ci nascondo.
Pranzo, caffè, sidro.

Un po' di caldo ed il tempo di rendermi conto che i miei piedi sono davvero bagnati. Oggi pomeriggio Museo Picasso, devo stare un po' all'asciutto.
Perchè il caffè fuori Italia è sempre cattivo? Anche l'Illy!!!

17.30 _ Hotel

Fuori non ho resistito per più di quindici minuti.
La strada mi ha portato da sola al Museo Picasso, apertura ore 14.00 ed io sono entrata subito. Durante l'attesa mi sono intrattenuta con una guida turistica ed una signora francese parlando di Firenze, così il tempo è passato veloce.

C'è molta gente, alcuni sicuramente rifugiati come me.
Il Museo Picasso di Antibes nasce da un breve soggiorno di Picasso stesso tra le mura di Palazzo Grimaldi, in cui dipinse alcune opere che formano il nucleo centrale della collezione.
Una sala è dedicata interamente alle sue ceramiche, alcune davvero molto belle. Anche le brocche zoomorfe sono molto divertenti.
Comunque...il museo ospita anche altri artisti tra cui, a mio modesto parere, mi hanno piacevolmente colpito un'opera di Hartung, un Léger, alcuni schizzi su velina di Stael (molto di più dei suoi quadri a colore), schizzi in cui ricorda vagamente l'arte giapponese, e un quadro nero, a colore denso, rigato come a formare la superficie di un disco, di un artista di cui, maledizione!, non ricordo più il nome e non c'è nemmeno nella guida.

Da dentro l'edificio, al caldo, si vedeva piovere tanto ma verso le tre, incredibile ed inaspettato, è uscito un gran sole, con arcobaleno a tuffo nel mare e barche bianche che accecavano gli occhi.
All'uscita c'era il sole. Fin che si può approfittiamone, le nubi sono ancora tante...

Dopo il museo ho vagato per circa un'ora e mezzo per le strade di Antibes.
Non nego che mi sono più di una volta ritrovata nello stesso punto. Antibes è facile all'orientamento: una volta viste quelle due o tre strade e piazze del centro storico non ti perdi più, tanto è lì che prima o poi ritorni.
Non altrettanto di aiuto è invece il mare che circonda il centro per quasi tre lati, facendo un po' di confusione.

Possiamo dire che non c'è paragone tra Antibes con la pioggia ed Antibes con il sole, ma questo è abbastanza prevedibile, soprattutto in una città di mare.
Altrettanto però possiamo dire di Antibes di pomeriggio e Antibes di sera. Quello che ieri ci sembrava desolato e triste, oggi pullulava di negozi e persone.
Una bella giornata.

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